{"check":null,"uid":"6023ff13aebc78f1","title":"Provvedimento dell'11 giugno 2026 [10266190]","title_generated":false,"country":"Италия","organ":"Гарант защиты персональных данных Италии","kind":"law","kind_name":"Законодательство","lang":"it","date":"2026-06-11","summary":"Гарант по защите персональных данных вынес предупреждение муниципалитету Пьяченцы. Оценочный орган муниципалитета рассмотрел на одном заседании заявления двух сотрудниц одного отдела о пересмотре их оценок эффективности за 2024 год и разослал обеим единый протокол, не замаскировав взаимные данные. Передача персональных данных работника лицам, не являющимся стороной его трудовых отношений, не имела правового основания: нарушены ст. 5(1)(a) и ст. 6 GDPR, а также ст. 2-ter итальянского Кодекса о защите персональных данных. С учётом единичности эпизода и всего двух затронутых лиц, неосторожного характера ошибки, отсутствия специальных категорий данных, осведомлённости обеих сотрудниц о процедурах друг друга, отсутствия прежних нарушений, а также сотрудничества муниципалитета и принятых им мер, случай квалифицирован как незначительное нарушение в смысле ст. 148 GDPR.","snippet":"","topics":["Персональные данные"],"status":"ok","error":"","text_len":18002,"versions":1,"url":"https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/10266190","first_seen":"2026-09-07","last_checked":"2026-09-17 02:31","relevance":"hit","score":31,"query":"","source_key":"garante_it","verdict":{"relevance":"hit","score":31,"topics":["Персональные данные"],"need_body":3,"authorities":[{"kind":"орган","name":"Garante per la protezione dei dati personali","topic":"Персональные данные"},{"kind":"акт","name":"regolamento generale sulla protezione dei dati","topic":"Персональные данные"},{"kind":"акт","name":"2016/679","topic":"Персональные данные"},{"kind":"акт","name":"codice in materia di protezione dei dati personali","topic":"Персональные данные"}],"evidence":[{"topic":"Персональные данные","term":"dati personali","weak":false,"pos":474,"ctx":"11 giugno 2026  registro dei provvedimenti  n. 427 dell'11 giugno 2026  il garante per la protezione dei dati personali  nella riunione odierna, alla quale hanno preso parte il prof. pasquale stanzione, presid","zone":"текст","weight":1},{"topic":"Персональные данные","term":"dati personali","weak":false,"pos":912,"ctx":"rile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/ce, “regola","zone":"текст","weight":1},{"topic":"Персональные данные","term":"protezione dei dati","weak":false,"pos":1037,"ctx":"circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/ce, “regolamento generale sulla protezione dei dati” (di seguito, “regolamento”);  visto il d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 recante “codice in","zone":"текст","weight":1},{"topic":"Персональные данные","term":"dati personali","weak":false,"pos":1157,"ctx":"to, “regolamento”);  visto il d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 recante “codice in materia di protezione dei dati personali, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al regolamento (ue) 20","zone":"текст","weight":1},{"topic":"Персональные данные","term":"dati personali","weak":false,"pos":1422,"ctx":"rile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/ce” (di seg","zone":"текст","weight":1},{"topic":"Персональные данные","term":"dati personali","weak":false,"pos":1729,"ctx":"zzate allo svolgimento dei compiti e all’esercizio dei poteri demandati al garante per la protezione dei dati personali, approvato con deliberazione n. 98 del 4 aprile 2019, pubblicato in g.u. n. 106 dell’8 ma","zone":"текст","weight":1},{"topic":"Персональные данные","term":"Garante per la protezione dei dati personali","weak":false,"pos":504,"ctx":"vedimento dell'11 giugno 2026  Registro dei provvedimenti  n. 427 dell'11 giugno 2026  IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI  NELLA riunione odierna, alla quale hanno preso parte il prof. 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Pasquale Stanzione, presidente, la prof.ssa Ginevra Cerrina Feroni, vicepresidente, il dott. Agostino Ghiglia, componente, e il dott. Luigi Montuori, segretario generale;\n\nVISTO il Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE, “Regolamento generale sulla protezione dei dati” (di seguito, “Regolamento”);\n\nVISTO il d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 recante “Codice in materia di protezione dei dati personali, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la Direttiva 95/46/CE” (di seguito “Codice”);\n\nVISTO il Regolamento n. 1/2019 concernente le procedure interne aventi rilevanza esterna, finalizzate allo svolgimento dei compiti e all’esercizio dei poteri demandati al Garante per la protezione dei dati personali, approvato con deliberazione n. 98 del 4 aprile 2019, pubblicato in G.U. n. 106 dell’8 maggio 2019 e in www.gpdp.it, doc. web n. 9107633 (di seguito “Regolamento del Garante n. 1/2019”);\n\nVISTA la documentazione in atti;\n\nVISTE le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell’art. 15 del Regolamento del Garante n. 1/2000 sull’organizzazione e il funzionamento dell’ufficio del Garante per la protezione dei dati personali, doc. web n. 1098801;\n\nRELATORE la prof.ssa Ginevra Cerrina Feroni;\n\nPREMESSO\n\n1. Introduzione.\n\nCon reclamo presentato ai sensi dell’art. 77 del Regolamento, la Sig.ra XX, dipendente del Comune di Piacenza, ha lamentato una presunta violazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali\n\nIn particolare, dal reclamo è emerso che un verbale redatto dal Nucleo di Valutazione del Comune e riferito sia a sé sia a una propria collega, sarebbe stato notificato in versione integrale a entrambe le interessate, senza previamente oscurare le parti del documento non relative alla specifica posizione del dipendente destinatario della notifica, con la conseguenza che ciascuna lavoratrice è venuta a conoscenza d’informazioni relative al procedimento di revisione della valutazione dell’altra.\n\n2. L’attività istruttoria.\n\nIn riscontro a una richiesta d’informazioni dell’Autorità, formulata ai sensi dell’art. 157 del Codice (v. nota prot. n. 0139526 del 21 ottobre 2025), il Comune, con nota del 4 novembre 2025 (prot. n. 0181815), ha dichiarato, in particolare, che:\n\n- “la vicenda […] trae origine dalla conclusione della procedura di valutazione della performance relativa all’anno 2024”;\n\n- “la [reclamante], all’epoca dei fatti dipendente assegnata al Settore […] del Comune di Piacenza, ha svolto – in data […] 2025 - con la propria Dirigente […] il colloquio conclusivo, così come risulta dalla scheda di valutazione […]”;\n\n- “stante, a conclusione della procedura di revisione [richiesta dalla dipendente in ordine alla propria valutazione] , il permanere del disaccordo in ordine alla valutazione espressa dalla Dirigente, […] il competente Servizio […] ha trasmesso gli atti al Nucleo di Valutazione [… che] non ha rilevato irregolarità nella procedura seguita […]”;\n\n- “nella medesima seduta, il Nucleo di Valutazione ha altresì esaminato la posizione [di un’altra] dipendente del [medesimo] Settore […], provvedendo a redigere un unico verbale che […] è stato [notificato individualmente] - con nota prot. gen. n. XX del XX - alle dipendenti interessate, senza provvedere, per un errore materiale, all’oscuramento del reciproco nominativo”;\n\n- “le dipendenti interessate dalla presunta violazione […] erano, all’epoca dei fatti, colleghe assegnate al[lo stesso] Settore […]; le stesse sono state assistite nella procedura di revisione dal medesimo sindacalista, ed hanno potuto reciprocamente constatare l’avvenuto svolgimento del colloquio di revisione con la Dirigente interessata (stante anche la comune assistenza, in quella sede, del medesimo sindacalistica). Da tali fatti, emerge con chiarezza che la circostanza (l’avvenuta presentazione di una procedura di revisione della valutazione) per cui è stato sporto reclamo fosse già nota alla [reclamante], anche prima della notifica del verbale del Nucleo. In altri termini, si può ragionevolmente affermare che […] la presentazione di un’istanza di revisione fosse un fatto notorio per le [dipendenti interessate]”;\n\n- “il titolare [alla luce dei fatti oggetto di reclamo] ha inviato specifica comunicazione interna nella quale si ribadiva al Nucleo di Valutazione la necessità di redigere, laddove vi siano più dipendenti coinvolti appartenente alla medesima struttura, verbali separati; questo in ottica di prevenzione di possibili future violazioni delle normative vigenti in materia di protezione dei dati personali”.\n\nCon nota del 3 marzo 2026 (prot. n. 0032946), l’Ufficio, sulla base degli elementi acquisiti, dalle verifiche compiute e dei fatti emersi a seguito dell’attività istruttoria, ha notificato al Comune, ai sensi dell’art. 166, comma 5, del Codice, l’avvio del procedimento per l’adozione dei provvedimenti di cui all’art. 58, par. 2, del Regolamento, per aver lo stesso posto in essere una comunicazione di dati personali, relativi alle due lavoratrici interessate, in maniera non conforme al principio di liceità, correttezza e trasparenza e in assenza di base giuridica, in violazione degli artt. 5, par. 1, lett. a), e 6 del Regolamento, nonché 2-ter del Codice.\n\nCon nota del 2 aprile 2026 (prot. n. 0061245), il Comune ha presentato una memoria difensiva, dichiarando, in particolare, che:\n\n- “dati personali oggetto di indebita conoscibilità sono stati […] esclusivamente: nome e cognome delle dipendenti; circostanza dell’avvenuta presentazione, da parte delle stesse, di una richiesta di revisione della valutazione della performance”;\n\n- “la conoscibilità dei dati è avvenuta esclusivamente tra due soggetti determinati (la\n\n[reclamante] e [l’altra dipendente]), entrambe appartenenti al medesimo Settore […]”;\n\n- “le dipendenti erano contemporaneamente presenti nella stessa sala d’attesa e, successivamente, durante i colloqui di revisione, nella stessa sede di servizio potendo constatare reciprocamente l’avvenuto svolgimento delle procedure”;\n\n- “la violazione consiste nella mancata oscurazione, per errore, dei nominativi delle dipendenti […] nel verbale del Nucleo di Valutazione […]”;\n\n- “l’evento è riconducibile a un mero errore materiale dovuto a disattenzione commessa durante la redazione del verbale, senza intenzione di arrecare danno agli\n\ninteressati”;\n\n- “è stata annullata e cancellata la nota […] contenente il verbale con i nominativi delle dipendenti […], non oscurati. Sono stati, successivamente, trasmessi verbali separati, con i dati reciproci delle dipendenti correttamente oscurati, assicurando che ciascun interessato ricevesse esclusivamente i propri dati”;\n\n- “il titolare ha inviato comunicazione interna al Nucleo di Valutazione, ribadendo la necessità di redigere verbali separati qualora vi siano più dipendenti coinvolti nella medesima struttura, al fine di prevenire analoghi eventi”.\n\n3. Esito dell’attività istruttoria.\n\nLa disciplina di protezione dei dati personali prevede che i soggetti pubblici, nell’ambito del contesto lavorativo, possono trattare i dati personali degli interessati, anche relativi a categorie particolari, se il trattamento è necessario, in generale, per la gestione del rapporto di lavoro e per adempiere a specifici obblighi o compiti previsti dalla legge o dal diritto dell’Unione o degli Stati membri (artt. 6, par. 1, lett. c), 9, par. 2, lett. b) e 4 e 88 del Regolamento). Il trattamento è, inoltre, lecito quando sia “necessario per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all’esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento” (art. 6, parr. 1, lett. e), 2 e 3, e art. 9, par. 2, lett. g), del Regolamento; artt. 2-ter e 2-sexies del Codice).\n\nLa normativa europea prevede che “gli Stati membri possono mantenere o introdurre disposizioni più specifiche per adeguare l’applicazione delle norme del […] regolamento con riguardo al trattamento, in conformità del paragrafo 1, lettere c) ed e), determinando con maggiore precisione requisiti specifici per il trattamento e altre misure atte a garantire un trattamento lecito e corretto […]” (art. 6, par. 2, del Regolamento). Al riguardo, si evidenzia che l’operazione di “comunicazione” di dati personali a terzi (4, par. 1, lett. a), del Codice), da parte di soggetti pubblici, è ammessa solo al ricorre delle condizioni previste, in particolare, dall’art. 2-ter, commi 1, 1-bis e 2 del Codice.\n\nIl titolare del trattamento è tenuto, in ogni caso, a rispettare i principi in materia di protezione dei dati, fra i quali quello di “liceità, correttezza e trasparenza” nonché di “minimizzazione dei dati”, in base ai quali i dati personali devono essere “trattati in modo lecito, corretto e trasparente nei confronti dell’interessato” e “adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alle finalità per le quali sono trattati” (art. 5, par. 1, lett. a) e c), del Regolamento).\n\nNel caso di specie, all’esito dell’istruttoria relativa al reclamo, è emerso che il Nucleo di Valutazione del Comune ha notificato alla reclamante e a un’altra lavoratrice un verbale relativo all’esito del controllo posto in essere dal Nucleo in merito alla correttezza del procedimento di valutazione; ciò mediante una stessa nota (prot. gen. n. XX del XX), senza previamente oscurare le parti riportanti dati personali dell’altra collega interessata.\n\nCome da tempo chiarito dal Garante con provvedimenti a carattere generale e decisioni su singoli casi, le amministrazioni, anche quando operano come datrici di lavoro, devono adottare le misure più opportune per prevenire la conoscibilità ingiustificata di dati personali da parte di terzi o soggetti diversi dal destinatario (cfr. punto 5.3 delle “Linee guida in materia di trattamento di dati personali di lavoratori per finalità di gestione del rapporto di lavoro in ambito pubblico”, provv. del 14 giugno 2007, pubblicate in G.U. 13 luglio 2007, n. 161 e in www.gpdp, doc. web n. 1417809). I dati personali dei dipendenti, trattati per finalità di gestione del rapporto di lavoro, non possono, infatti, di regola, essere messi a conoscenza di soggetti diversi da coloro che sono parte dello specifico rapporto di lavoro (cfr. definizioni di “dato personale” e “interessato”, contenuta nell’art. 4, par. 1, n. 1, del Regolamento), ovvero di coloro che - anche tenuto conto della definizione di “terzo”, contenuta nell’art. 4, par. 1, n. 10, del Regolamento - non siano legittimati a trattarli in ragione delle mansioni assegnate e delle scelte organizzative del titolare del trattamento. Diversamente, nessuna violazione della disciplina di protezione dei dati personali può essere riscontrata nelle ipotesi in cui i soggetti, cui fanno capo specifiche mansioni, vengano a conoscenza di dati personali degli interessati, quando sia necessario per lo svolgimento delle funzioni loro attribuite.\n\nIn tale quadro, il Garante ha in più occasioni dichiarato l’illiceità, per assenza di presupposto normativo, della comunicazione a soggetti terzi di dati personali contenuti anche in schede valutative dei dipendenti (v., in particolare, provv.ti 1° giugno 2023, n. 223, doc. web n. 9916798; 5 dicembre 2013, nn. 545 e 546, doc. web nn. 2894559 e 2896275), fermo restando che, nella vicenda oggetto di reclamo, lo specifico contenuto relativo al merito della valutazione individuale di ciascuna lavoratrice interessata non è stato oggetto di comunicazione.\n\nAlla luce di tutto quanto sopra e considerato che, nel caso di specie, difetta una base giuridica che potesse giustificare il trattamento dei dati personali in questione (cfr. art. 6, par. 1, lett. c) ed e) del Regolamento), deve concludersi che il Comune, ancorché a causa di un mero errore umano, ha posto in essere una comunicazione di dati personali, relativi alla reclamante e un’altra lavoratrice, in maniera non conforme al principio di liceità, correttezza e trasparenza e in assenza di una base giuridica, in violazione degli artt. 5, par. 1, lett. a) e 6 del Regolamento, nonché 2-ter del Codice.\n\n4. Conclusioni.\n\nAlla luce delle valutazioni sopra richiamate, si rileva che le dichiarazioni rese dal titolare del trattamento nel corso dell’istruttoria ˗ della cui veridicità si può essere chiamati a rispondere ai sensi dell’art. 168 del Codice ˗, seppure meritevoli di considerazione, non consentono di superare i rilievi notificati dall’Ufficio con l’atto di avvio del procedimento e risultano insufficienti a consentire l’archiviazione del presente procedimento, non ricorrendo, peraltro, alcuno dei casi previsti dall’art. 11 del Regolamento del Garante n. 1/2019.\n\nSi confermano, pertanto, le valutazioni preliminari dell’Ufficio e si rileva la violazione, da parte del Comune di Piacenza, degli artt. 5, par. 1, lett. a) e 6 del Regolamento, nonché 2-ter del Codice.\n\nCiò premesso, considerato che il titolare del trattamento è un Comune di circa 103.400 abitanti, nonché, tenuto conto che:\n\n- la violazione, che rappresenta un fatto episodico, ha riguardato due sole interessate (cfr. art. 83, par. 2, lett. a), del Regolamento);\n\n- la violazione ha carattere colposo, essendosi verificata a causa di un mero errore (cfr. art. 83, par. 2, lett. b), del Regolamento);\n\n- la violazione non ha riguardato dati personali relativi alle categorie particolari di cui all’art. 9 del Regolamento, dovendosi, peraltro, considerare che, in base a quanto dichiarato dal Comune, le due interessate - in servizio presso lo stesso Settore, assistite dal medesimo rappresentante sindacale e convocate nella medesima giornata per essere ascoltate - erano ragionevolmente già a conoscenza quantomeno della sussistenza del procedimento di revisione della rispettiva valutazione (cfr. art. 83, par. 2, lett. g), del Regolamento);\n\n- non risultano precedenti violazioni pertinenti commesse dal titolare del trattamento (art. 83, par. 2, lett. e), del Regolamento);\n\n- il Comune ha offerto un buon livello di cooperazione con l’Autorità nel corso dell’istruttoria, avendo anche dichiarato di aver adottato misure volte a prevenire il verificarsi di simili episodi in futuro (art. 83, par. 2, lett. f), del Regolamento);\n\nle circostanze del caso concreto inducono a qualificare lo stesso come “violazione minore”, ai sensi dell’art. 83, par. 2, e del cons. 148 del Regolamento, nonché delle “Linee guida riguardanti l'applicazione e la previsione delle sanzioni amministrative pecuniarie ai fini del regolamento (UE) n. 2016/679”, adottate dal Gruppo di Lavoro Art. 29 il 3 ottobre 2017, WP 253, e fatte proprie dal Comitato europeo per la protezione dei dati con l’“Endorsement 1/2018” del 25 maggio 2018.\n\nAlla luce di tutto quanto sopra rappresentato, e dei termini complessivi della vicenda in esame, si ritiene sufficiente ammonire il Comune di Piacenza per la violazione delle disposizioni sopraindicate, ai sensi dell’art. 58, par. 2, lett. b), del Regolamento.\n\nIn tale quadro, considerando, in ogni caso, che la condotta ha esaurito i suoi effetti, non ricorrono i presupposti per l’adozione di ulteriori misure correttive di cui all’art. 58, par. 2, del Regolamento.\n\nSi ritiene, infine, che ricorrano i presupposti di cui all’art. 17 del Regolamento del Garante n.1/2019.\n\nTUTTO CIÒ PREMESSO IL GARANTE\n\na) dichiara, ai sensi dell’art. 57, par. 1, lett. f), del Regolamento, l’illiceità del trattamento dei dati personali effettuato dal Comune di Piacenza, in persona del legale rappresentante pro-tempore, con sede legale in Piazza Cavalli, 2 - 29120 Piacenza (PC), C.F. 00229080338, per violazione degli artt. 5, par. 1, lett. a) e 6 del Regolamento, nonché 2-ter del Codice, nei termini di cui in motivazione;\n\nb) ai sensi dell’art. 58, par. 2, lett. b) del Regolamento, ammonisce il Comune di Piacenza, per aver violato gli artt. 5, par. 1, lett. a) e 6 del Regolamento, nonché 2-ter del Codice, come sopra descritto;\n\nc) dispone, ai sensi dell’art. 154-bis, comma 3, del Codice e dell’art. 37 del Regolamento del Garante n. 1/2019, la pubblicazione del presente provvedimento sul sito internet dell’Autorità;\n\nd) dispone, ai sensi dell’art. 17 del Regolamento del Garante n. 1/2019, l’annotazione delle violazioni e delle misure adottate in conformità all’art. 58, par. 2 del Regolamento, nel registro interno dell’Autorità previsto dall’art. 57, par. 1, lett. u) del Regolamento.\n\nAi sensi degli artt. 78 del Regolamento, 152 del Codice e 10 del d.lgs. n. 150/2011, avverso il presente provvedimento è possibile proporre ricorso dinnanzi all’autorità giudiziaria ordinaria, a pena di inammissibilità, entro trenta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso ovvero entro sessanta giorni se il ricorrente risiede all’estero.\n\nRoma, 11 giugno 2026\n\nIL PRESIDENTE\n\nStanzione\n\nIL RELATORE\n\nCerrina Feroni\n\nIL SEGRETARIO GENERALE\n\nMontuori\n\nScheda\n\nDoc-Web\n\n10266190\n\nData\n\n11/06/26\n\nArgomenti\n\nPubblica Amministrazione\n\nComunicazione a terzi\n\nLavoro pubblico\n\nValutazioni\n\nComuni\n\nTipologie\n\nAmmonimento","changes":[],"passport":{"data":{"act":{"jurisdiction":"Италия","title_official":"Provvedimento dell'11 giugno 2026 [10266190]","title_short":"","level":"подзаконный акт","date_adopted":"2026-06-11","date_in_force":"","date_version":"","phased":"","status":"действует","sunset":"","regulator":"Гарант защиты персональных данных Италии","related":"Реголаменто (EU) 2016/679, Декрет-закон № 196 от 30 июня 2003 года, Реголаменто № 1/2019"},"goal":{"problem":"Нарушение правил обработки персональных данных работников муниципальными органами власти","goal":"Обеспечение соблюдения принципов легальности, корректности и прозрачности обработки персональных данных работниками муниципальных учреждений","targets":"","scope":"Муниципалитеты, работники государственных учреждений","exclusions":""},"subjects_note":{"protected":"Работники муниципальных учреждений"},"subjects":[{"role":"Госорган","who":"Коммуна города Пиаченца","criteria":"Орган местного самоуправления","count":"Один конкретный орган"}],"norms":[{"address":"п. а)","addressee":"Госорган","essence":"Запрет на обработку персональных данных без наличия юридической основы","type":"запрет","mechanism":"ограничение модели","cost_channel":"административные","cost_kind":"разовые","trigger":"при обработке данных","sanction":"Выявление правонарушения согласно ст. 58, параграф 2, буква b) Регламента (EU) 2016/679","refs":"Реголаменто (EU) 2016/679, Декрет-закон № 196 от 30 июня 2003 года","form":"не установлена","in_force":"","ru_analog":"Требует проверки"},{"address":"п. б)","addressee":"Госорган","essence":"Обязательство соблюдать принципы легальности, корректности и прозрачности при обработке персональных данных","type":"обязанность","mechanism":"ограничение модели","cost_channel":"административные","cost_kind":"регулярные","trigger":"постоянно","sanction":"Выявление правонарушениясогласно ст. 58, параграф 2, буква b) Реголаменто (EU) 2016/679","refs":"Реголаменто (EU) 2016/679, Декрет-закон № 196 от 30 июня 2003 года","form":"не установлена","in_force":"","ru_analog":"Федеральный закон \"О персональных данных\" № 152-ФЗ содержит аналогичные требования о соблюдении принципов обработки персональных данных"},{"address":"п. c)","addressee":"Госорган","essence":"Обязанность публикации решения на сайте регулятора","type":"обязанность","mechanism":"информирование","cost_channel":"административный","cost_kind":"разовый","trigger":"после вынесения решения","sanction":"","refs":"Предписание о публикации решения согласно Ст. 154-бис, абзац 3 Кодекса, ст. 37 Реголаменто № 1/2019","form":"цифровая","in_force":"","ru_analog":"Постановление Правительства РФ № 1119 от 01.11.2012 предусматривает публикацию решений Роскомнадзора на официальном сайте"},{"address":"п. d)","addressee":"Госорган","essence":"Обязанность регистрации нарушений и принятых мер в реестре регулятора","type":"обязанность","mechanism":"информирование","cost_channel":"административный","cost_kind":"регулярный","trigger":"после выявления нарушения","sanction":"","refs":"Регистрация выявленных нарушений согласно ст. 17 Регламента № 1/2019, ст. 57, параграф 1, буква u) Реголамента (EU) 2016/679","form":"цифровая","in_force":"","ru_analog":"Приказ Роскомнадзора № 139 от 23.07.2019 устанавливает порядок ведения реестра нарушений законодательства о персональных данных"}]},"made_by":"GigaChat-2-Max","made_at":"2026-09-10 15:30:38","edited_at":"2026-09-14 12:10:28","edited_by":"Ольга Солдаткина"}}